News da FROM - Aprile 2026
Dove ti proponiamo di partecipare a una call per raccontare storie di transizione energetica e ti facciamo scoprire un po' di cose carine del Fuori Salone
INEDITA: storie di transizione energetica che ancora non conosciamo
La transizione energetica non è solo una sfida tecnologica o industriale, fatta di grandi investimenti, infrastrutture e politiche nazionali. Ma nella realtà quotidiana è anche una trasformazione diffusa, che prende forma nei territori. Dalle comunità energetiche, alle filiere locali che si riconvertono, fino ad arrivare alle pratiche collettive che ridisegnano il rapporto tra ambiente, economia e società. È qui che la transizione diventa concreta, visibile, e soprattutto replicabile.
Eppure, gran parte di queste esperienze nasce e si sviluppa lontano dai riflettori.
Nelle aree interne, nelle città medie, nei piccoli comuni e nelle periferie si stanno sperimentando modelli innovativi di sviluppo sostenibile che raramente entrano nel racconto pubblico ancora fortemente centrato sulle grandi trasformazioni delle grandi metropoli. Sono territori che non fanno notizia, ma che rappresentano un laboratorio diffuso di innovazione ambientale e sociale, dove la transizione prende forme ibride e aderenti ai bisogni reali delle comunità. Soprattutto, sono territori in cui la transizione funziona e porta benefici concreti.
Non si tratta di una porzione marginale del Paese. Secondo dati ISTAT e ANCI, i piccoli comuni e le aree non metropolitane coprono circa il 60% della popolazione italiana e oltre il 90% del territorio nazionale. Qui si gioca una parte decisiva del futuro economico, sociale e ambientale del Paese: dalla gestione delle risorse naturali alla produzione energetica, fino alla tenuta demografica e alla coesione sociale.
Anche per questo motivo abbiamo lanciato il Premio INEDITA!
Conosci una comunità che produce energia insieme? Un’impresa che si reinventa? Un borgo che si trasforma? Storie reali, già in corso, nei territori italiani lontani dalle grandi città? Raccontacelo!
INEDITA è un progetto promosso da FROM, con il sostegno di European Climate Foundation, dedicato alla ricerca, al racconto e alla diffusione di storie di transizione ecologica in aree non metropolitane italiane (città medie, aree interne, piccoli centri, periferie e territori lontani dalle grandi città). L’obiettivo del Premio è valorizzare e sostenere giovani storytellers e narratori (singoli e collettivi, tra i 18 e i 40 anni) capaci di raccontare queste esperienze locali, in modo unico e inedito.
Le 7 storie selezionate riceveranno 1.000 euro ciascuna per la produzione, visibilità editoriale e l’ingresso a una community di professionisti della transizione ecologica.
La partecipazione è completamente gratuita. Potete partecipare fino all’8 giugno 2026 solo ed esclusivamente sul sito inedita.from.cm
[work in progress]
SAVE THE DATE: una giornata nella Goccia
GOCCIA (Green Opportunities to Clean-up Contaminants through an Interspecies Alliance) è un progetto innovativo finanziato dall’European Urban Initiative della Commissione Europea (Fondi FESR - Fondo Europeo di Sviluppo Regionale) che l’obiettivo di bonificare e rigenerare una ex-area industriale contaminata situata tra i quartieri Bovisa e Villapizzone a Nord-Ovest di Milano, per renderla nuovamente accessibile e restituire uno spazio naturale alla città.
Dopo aver raccontato online (sul sito, su Instagram e sulla newsletter) questo progetto, adesso è il momento di uscire dal digitale e creare un momento di incontro reale.
Sabato 13 giugno arriva GOCCIA Fest 26 - La Natura si fa Spazio. Una giornata aperta, fatta di workshop, talk, laboratori, esplorazioni guidate, musica e momenti conviviali. Un’occasione per entrare fisicamente in un luogo che sta cambiando e immaginare insieme cosa può diventare.
Intanto segnatevi la data in agenda. Poi vi racconteremo tutto quello che succederà nel dettaglio!
Sul sito di Goccia potete trovare tantissimi articoli interessanti. Oggi vi proponiamo una piccola selezione:
Di cosa parliamo quando parliamo di fitorisanamento. Conversazione con Laura Passatore di Caterina Orsenigo
Il mercatino della Bovisa. Una città dentro la città, a due passi dalla Goccia di Ivan Carozzi
Salvare e proteggere la Milano selvatica di Andrea Daniele Signorelli
Fuori Salone 2026: una lista parziale di cose che vedremo
Nel flusso continuo di appuntamenti della Design Week, abbiamo scelto di proporvi una selezione mirata di momenti che attraversano linguaggi e luoghi diversi della città.
Si parte da BASE Milano con HELLO, DARKNESS - WE WILL DESIGN 2026 dove il buio diventa un campo di possibilità: un’infrastruttura porosa che accoglie gesti invisibili, saperi marginalizzati e resistenze luminose. Un invito a progettare nuovi modi di abitare il presente, costruire comunità alternative, immaginare futuri inattesi e rivelare i sistemi nascosti che sostengono la vita collettiva dove trovate anche l’installazione del nostro art director Tommy Nine Frames From Collapse.
Il 22 aprile si intrecciano invece più traiettorie: dalla mostra Atlante del mondo vicino su via Padova (un racconto corale di un quartiere e delle sue identità) all’installazione cinetica di Studio Azzurro per Urban Up | Unipol, che chiude una riflessione sugli elementi con il fuoco come energia generativa.
Il 23 aprile il nostro co-founder Stefano Daelli parteciperà all’evento ALTROVE ad Alcova, che trasforma il formato dello “speed date” in un modo per discutere di abitare e immaginari contemporanei, mettendo attorno allo stesso tavolo progettisti, editori e imprese.
Accanto a questi, segnaliamo anche spazi e iniziative come spazioBACCA, che portano al centro temi come biodiversità urbana e pratiche civiche legate al clima.
Non è una lista completa, ma un attraversamento possibile tra alcune delle traiettorie che stanno emergendo in questa edizione. Sta a voi poi deviare, perdervi e costruire il vostro percorso. In caso contrario, potete consultare alcune guide qui, qui e qui.
[appunti su]
La città noiosa
Sempre UN-Habitat, in un post sul loro profilo Linkedin, lancia una piccola provocazione: e se quello che ci servisse veramente fossero CITTÀ NOIOSE? La risposta, se togliamo il marketing urbano e lo storytelling, è sì.
Non vuol dire, attenzione, di costruire città in cui non succede niente, ma far sì che nel racconto e nelle politiche della città non si insegua solo l’ennesimo rendering con skyline iconico o l’auto a guida autonoma in copertina, ma una capacità di investimento in tutto quello che non fa notizia. Qualche esempio? Reti idriche che non perdono, trasporto pubblico affidabile, manutenzione ordinaria, verde urbano curato, drenaggi che reggono alla prima bomba d’acqua, tappare le buche nelle strade. L’infrastruttura “noiosa” è l’architettura invisibile dell’equità urbana.
Essere noiosi qui vuol dire essere responsabili e anche, se vogliamo, visionari. Perché significa pianificare sul lungo periodo invece che sul ciclo elettorale, finanziare ciò che dura invece di ciò che luccica, misurare l’impatto sociale prima dell’effetto wow. Strade sicure, aria respirabile (per dire…), scuole e parchi accessibili sono dispositivi di salute pubblica, di stabilità economica, di resilienza climatica. Una città solida è quella che regge agli shock — climatici, energetici, sociali — perché ha costruito fondamenta robuste, non vetrine temporanee.
In questo caso la provocazione vuol dire anche spingere a riflettere e lavorare su sistemi prima che sugli oggetti, sulla governance prima che sull’icona, sulla manutenzione come atto politico. Se vogliamo davvero affrontare la crisi climatica e le disuguaglianze urbane, dobbiamo avere il coraggio di rendere desiderabile ciò che è essenziale e finanziare l’ordinario.
Inoltrato molte volte
L’Italia è un paese diviso in cinque
Nell’ultima puntata di Città, il podcast di Future4Cities, Paolo Bovio di Will e il nostro Stefano Daelli hanno intervistato Luca Argenta (Fondazione Ebert) sul tema delle disuguaglianze territoriali in Italia. Un Paese frammentato in cinque “Italie”, con divari che riguardano servizi, opportunità e capacità amministrativa: differenze non sono solo economiche, ma profondamente spaziali e incidono sulla qualità della vita e sull’accesso alle opportunità. Il rapporto della Fondazione Ebert Italia (Ancora) Diseguale è qui.
Un’intervista a Elena Granata
Nel suo ultimo libro, La città è di tutti, Elena Granata guarda al futuro partendo dai segni già presenti nel nostro tempo, tra idee e innovazioni che ridisegnano il modo di vivere insieme. Beni da scambiare e condividere, da usare senza possedere; una dimensione legata al tempo liberato e alle relazioni. Nuovi bisogni legati all’abitare, che non è solo avere una casa, ma condividere tempi e spazi con una comunità piú ampia. La nostra Arianna Campanile ha intervistato l’autrice su Elle Decor.
Se Marra ci insegna a portare la cultura nelle periferie
Questo sabato, alla Barona, Marra Block Party, il concerto-festa-evento a prezzi estremamente popolari con cui Marracash ha dimostrato di sapere come si valorizza un territorio meglio di molti professionisti del settore. Come scrive Matteo Villaci su Radio Popolare: «Difficile definire con precisione l’evento organizzato dal rapper Marracash nella periferia che lo ha visto crescere. Un concerto, ma non un live tradizionale. Qualcosa di più vicino all’idea derivata dalla cultura hip-hop di restituire qualcosa del successo ottenuto all’ambiente che ti ha formato.»
Dieci città che hanno risolto dieci problemi “noiosi”
Questo post su Instagram ci fa vedere come alcune città in giro per il mondo abbiano affrontato e risolto un problema specifico tra quelli che raccontavamo sopra: quelli noiosi, che non fanno quasi mai notizia ma che garantiscono il perfetto funzionamento della città e, in qualche caso, anche una sensibile riduzione delle diseguaglianze.
Cosa vogliono davvero le persone dalle città? JLL fa i conti
La Global Consumer Experience Survey 2025 di JLL (12.000 intervistati in 19 mercati e 64 città) mette a fuoco tre fattori chiave per lo sviluppo urbano. Il primo è salute e benessere: il 71% degli intervistati vuole vivere in una città sana, e questa priorità cresce al 76% nella fascia 25-34 anni. Il secondo è il mix funzionale: il 73% preferisce destinazioni multiscopo dove si può fare più cose nello stesso posto, e il 69% è disposto a pagare di più per esperienze di qualità. Il terzo è il senso del luogo: comodità e sicurezza guidano le scelte, ma i fattori con la relazione più forte sulla qualità della vita percepita sono senso del luogo, capacità di radicarsi e varietà di servizi nelle vicinanze. L’88% delle persone dichiara di apprezzare la propria città, ma il 35% è orientato a trasferirsi nei prossimi 5 anni (dato che sale al 46% per Gen Z e Millennials). Per chi lavora su sviluppo locale: le persone non cercano solo funzionalità, cercano ambienti che costruiscano appartenenza.
Patrimonio Pubblico: leva di sviluppo urbano e sociale
Il 23 aprile alle ore 9, a Palazzo Reale di Milano (iscriviti qui), un momento di confronto sulle progettualità promosse dall’Assessorato al Demanio per la valorizzazione del patrimonio pubblico. Dalla Galleria Vittorio Emanuele II alle cascine, fino ai piani terra dell’edilizia residenziale pubblica, l’incontro approfondisce strategie, strumenti e modelli di gestione che puntano a rafforzare il ruolo degli spazi pubblici come leva di sviluppo urbano.
FROM segnala
Un po’ di bandi interessanti. Se hai un’idea e vuoi svilupparla, noi ci siamo. Scrivici una mail e vediamo come costruire un progetto bellissimo insieme.
Formez PA: online l’avviso pubblico “Innovazione sociale e impatto delle politiche”
L’iniziativa punta a rafforzare la capacità delle pubbliche amministrazioni di progettare e valutare politiche pubbliche orientate all’innovazione sociale e alla generazione di impatto, promuovendo approcci più efficaci, misurabili e centrati sui bisogni dei territori.
L’avviso si rivolge a enti pubblici e amministrazioni interessate a sviluppare percorsi di accompagnamento e sperimentazione, con l’obiettivo di:
Integrare l’innovazione sociale nella progettazione e attuazione delle politiche pubbliche
Rafforzare strumenti e competenze per la valutazione dell’impatto
Promuovere modelli collaborativi tra amministrazioni, terzo settore e attori locali
Sperimentare pratiche e metodologie replicabili sui territori
Migliorare l’efficacia degli interventi pubblici in risposta a bisogni sociali complessi
L’avviso si inserisce nel quadro delle politiche di capacity building della PA, con un focus sull’apprendimento istituzionale e sull’adozione di approcci innovativi.
La scadenza per la presentazione delle candidature è indicata nell’avviso pubblico. Tutte le informazioni sul sito di Formez.





