News da FROM - Giugno 2026
Un po' di cose che abbiamo fatto prima dello scoppio del grande caldo, e qualche prospettiva per contrastare questa nuova normalità
Benvenuti in una nuova fase dell’urbanistica climatica
Le temperature che abbiamo subito negli scorsi giorni in tutta Europa non sono normali. Temperature sopra i 40° C, ondate di calore che arrivano prima, durano più a lungo e colpiscono con un’intensità che fino a pochi anni fa sembrava eccezionale. Purtroppo non è più una crisi o un’emergenza, ma è una nuova normalità cui le nostre città devono saper rispondere.
Per oltre vent’anni il dibattito urbano si è retto su alcune parole chiave: sostenibilità, resilienza, smart city. Hanno guidato politiche, investimenti e immaginari. Ma oggi non bastano più. Perché non spiegano cosa significa vivere in una città che, per settimane, registra temperature incompatibili con la vita quotidiana. Non raccontano cosa succede quando attraversare una piazza diventa un rischio per la salute, quando alcuni quartieri sono sistematicamente più caldi di altri o quando il verde urbano, se progettato male, finisce persino per aumentare le disuguaglianze.
È da questa constatazione che parte una riflessione pubblicata da CitiesToBe, il think tank urbano di Anteverti, dal titolo From Thermal Gaps to Biomimicry: The New Vocabulary of Urban Climate Action: per affrontare il cambiamento climatico serve innanzitutto un nuovo vocabolario. Perché le parole non sono semplici etichette. Sono strumenti che orientano le politiche pubbliche, influenzano il modo in cui progettiamo le città e definiscono ciò che consideriamo prioritario.
Alcune città hanno già iniziato a cambiare linguaggio, e quindi approccio. Atene, che quest’estate ha raggiunto i 42°C, ha istituito un Chief Heat Officer, una figura dedicata esclusivamente alla gestione del caldo estremo. Le ondate di calore vengono classificate con livelli di gravità, proprio come accade per uragani o alluvioni. Il caldo smette di essere una fatalità meteorologica e diventa un tema di governance urbana.
È in questo contesto che stanno emergendo nuove espressioni destinate probabilmente a entrare nel lessico delle città del prossimo decennio. Il gap termico descrive la differenza di temperatura tra quartieri ricchi di alberi e superfici permeabili e quelli dominati da asfalto e cemento, dove spesso vivono le fasce più vulnerabili della popolazione. Il diritto all’ombra propone di considerare l’accesso a spazi ombreggiati come un’infrastruttura pubblica essenziale, non come un privilegio. L’abitabilità climatica sposta l’attenzione dalla semplice sostenibilità alla domanda fondamentale: questa città sarà ancora vivibile tra vent’anni? E poi c’è l’eco-gentrification, il rischio che gli interventi verdi facciano aumentare il valore immobiliare espellendo proprio chi avrebbe più bisogno di beneficiarne.
E poi c’è la biomimesi urbana, ovvero applicare le strategie sviluppate dagli ecosistemi nel corso dell’evoluzione: edifici che si raffrescano come i termitai, materiali che regolano naturalmente la temperatura, spazi pubblici capaci di adattarsi al clima invece di contrastarlo. Un esempio è l’Eastgate Centre di Harare, in Zimbabwe, il cui sistema di ventilazione si ispira proprio ai termitai per mantenere gli ambienti freschi con un consumo energetico minimo. La Città spugna, che assorbe l’acqua, la trattiene e la riutilizza attraverso parchi, superfici permeabili e infrastrutture verdi riducendo il rischio di allagamenti, ricaricando le falde e contribuendo ad abbassare le temperature urbane. Copenaghen è uno dei casi più avanzati, con strade e parchi progettati per trasformarsi temporaneamente in bacini di raccolta durante gli eventi meteorologici estremi. Infine, anche se la prospettiva ci spaventa, c’è quel numero che anni fa sembrava distopia a oggi è realtà: esercitarsi per i 50° C. Così come esistono piani di emergenza per terremoti e alluvioni, infatti, alcune città stanno iniziando a simulare scenari di caldo estremo. Sono vere e proprie esercitazioni che mettono alla prova servizi pubblici, infrastrutture e capacità di risposta delle comunità di fronte a temperature che fino a pochi anni fa sembravano fantascienza. Parigi ha già sperimentato questo approccio con la simulazione Paris à 50°C, immaginando come adattare edifici, spazi pubblici e servizi essenziali a future ondate di calore estremo.
La domanda che dovremmo porci, allora, è tanto semplice quanto scomoda: le città italiane possono ripensarsi per accogliere le persone in questo nuovo scenario a 40° C?
La sfida qui non riguarda più solo la riduzione delle emissioni, ma garantire il benessere di miliardi di persone e garantire loro standard per vivere, lavorare, studiare e muoversi nelle nostre città durante estati che, anno dopo anno, assomigliano sempre meno a un’eccezione e sempre più a una nuova stagione urbana.
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Le prime due tappe di TICO
Dopo le prime due tappe, TICO ha già dimostrato cosa significa portare la conoscenza fuori dagli spazi tradizionali. L’officina mobile che attraversa Bologna per rendere scienza e tecnologia accessibili a tutte e tutti ha coinvolto, tra piazza Lucio Dalla e il Giardino Lunetta Gamberini, oltre 2.400 partecipanti. In sole due tappe, TICO ha ospitato 23 appuntamenti tra laboratori, incontri, spettacoli e osservazioni della natura e del cielo, oltre a 17 attività dedicate ai centri estivi, coinvolgendo più di 500 bambine e bambini in esperienze di coding, robotica, realtà aumentata, data art e sostenibilità. E il viaggio è appena iniziato: dal 9 al 15 luglio TICO farà tappa al Giardino di Piazza Giovanni XXIII, al Treno della Barca, con un nuovo programma di attività gratuite aperte a tutte le età. Tutte le info, il programma e i link qui.
FROM segue questo progetto dal punto di vista della comunicazione e dell’identità grafica, curando tutti i materiali di divulgazione e tutta la strategia.
È tornata SEGNALI DAL FUTURO
Ebbene sì. È tornata la newsletter Segnali dal Futuro, il nostro spazio di riflessione su quello che ancora non c’è cercando di intercettarlo, raccontarlo e analizzarlo. Curata dal nostro Hamilton Santià, questo numero affronta il tema della “solitudine globale”. Con interventi di Stefano Daelli, Valentina Lunardi, Davide Agazzi, Ilaria N. Brambilla e Matteo Brambilla. Iscrivetevi!
INEDITA: è finita la call e ci avete mandato 60 storie!
Qualche giorno fa abbiamo chiuso la call di INEDITA, il premio letterario che vuole raccontare esempi di transizione ecologica fuori dai soliti luoghi. Siete stati 60 a mandarci i pitch delle vostre storie! Adesso la palla passa alla giuria composta da Maria Aldera, Gianluca Ruggieri, Giulia Bassetto, Tommaso Ferrari ed Emanuela Colaci. I risultati arriveranno nella prima metà di luglio!
GOCCIA Fest 26. Una giornata particolare
È stata una giornata bellissima. Abbiamo deciso di fare un festival per comunicare i primi passi di questo progetto molto grande e importante, di cui FROM cura la comunicazione e le attività di coinvolgimento degli stakeholder. Grazie ai social e la divulgazione online si raggiungono pubblici anche lontani, ma comunque oggi è impossibile pensare di coinvolgere le persone stando solo online. Per questo quando abbiamo pensato il progetto con tutti i partner, abbiamo deciso che avremmo organizzato dei momenti pubblici. Il primo è stato GOCCIA Fest 26 - La Natura si fa Spazio: per iniziare a immaginare insieme alle persone come possono convivere persone, piante, animali, suoli, microrganismi e tutti gli altri abitanti di un ecosistema urbano?
Tantissima gente, tantissime persone curiose di vedere i primi passi di questo grande progetto di biorisanamento e apertura alla cittadinanza e tutela della biodiversità e della spontaneità del luogo. Ci siamo divertiti e grazie tutta FROM che ha partecipato e dato una mano al super team di progetto: Chiara Piccini, Matteo Brambilla, Matilde Sergio, Gaia Maria Vignali e Tommaso Tresso. Che dite, lo rifacciamo?
(foto di Francesca Bruschi)
CITTÀ to MARE: la festa di FROM
Finisce la scuola, inizia l’estate (gasp!) e prima di andare al mare è giusto festeggiare! Ci siamo visti al Casello San Cristoforo per riabbracciarci dopo un po’, mostrarvi i nostri nuovi gadget andati già tutti esauriti (e adesso aspettiamo le foto dalle spiagge coi nostri racchettoni!) e darci appuntamento per una prossima grande stagione di FROM!
(foto di Tommaso Tresso)
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Una passeggiata per scoprire gli spazi pubblici di Milano
La scorsa settimana si è tenuto a Milano il convegno di studi internazionale Strategic Management for Cities, Towns and Villages, organizzato da Alessandro Sancino (Università di Milano) e Marta Jakob (Università di Milano-Bicocca) e supportato dalla fondazione Managing Public Space, una piattaforma di dialogo tra decisori, professionisti e accademia per trovare insieme nuove soluzioni per curare lo spazio pubblico.
FROM è stata invitata non solo a partecipare alle giornate di studio – che sono state interessantissime e piene di spunti che vi racconteremo nei prossimi giorni sui nostri canali social – ma anche a curare una “walkscape” per scoprire e discutere alcuni approcci che Milano ha sperimentato negli scorsi anni nella gestione dello spazio pubblico.
Abbiamo quindi accompagnato una trentina di esperti provenienti da tutto il mondo (Svezia, Danimarca, Olanda, Inghilterra, Francia, Perù) nei luoghi della ristrutturazione dello spazio dopo un grosso cantiere come nel caso di viale Argonne e viale Prebisciti, dove dopo i lavori della M4 si è creato un nuovo corridoio verde aperto e gratuito per tutti. Abbiamo proseguito affrontando il caldo allucinante per raccontare l’iniziativa di urbanistica tattica “Piazze Aperte” con piazzale Bacone: intervento che ha creato un sincero dibattito sulle finalità comunitarie e le prospettive estetiche di questo tipo di intervento. In conclusione, abbiamo mostrato gli effetto di un partenariato pubblico--privato in grado di cambiare totalmente il volto della città come nel caso di Porta Nuova, mettendo insieme i grattacieli di via Mike Bongiorno e Piazzale Gae Aulenti, con l’apertura e l’attivazione culturale unica nel suo genere di BAM – Biblioteca degli Alberti Milano.
(Ringraziamo qui Alessandro Sancino e Marta Jakob per l’invito e l’organizzazione; Mariagiusi Troisi di AG&P e Francesca Colombo di BAM — Biblioteca degli Alberi Milano per averci raccontato il loro lavoro.)
(foto di Davide Agazzi)
Inoltrato molte volte
Chi gestisce davvero il mercato AirBnb in Italia?
In un report curato dal laboratorio FULL del Politecnico di Torino si fa chiarezza sulle evoluzioni e i pesi del mercato degli affitti brevi in Italia. Non più una piattaforma che permetteva a chiunque di mettere a reddito una stanza libera, accogliere viaggiatori e integrare il proprio stipendio, ma un settore ormai professionalizzato in cui pochi, grandi operatori controllano sempre più quote di mercato e di alloggi. Potete leggere il report completo qui.
Piani di contrasto al caldo estremo 1/ Barcellona
Il comune di Barcellona ha pubblicato una mappa per i rifugi climatici gratuiti presenti in città. Si tratta di 500 spazi che potete trovare qui.
Piani di contrasto al caldo estremo 2/ Milano
Anche Milano ha pubblicato una mappa di 116 “Spazi freschi“ in cui poter stare per combattere il caldo di questi giorni. Ecco la mappa!
Piani di contrasto al caldo estremo 3/ Londra
Negli scorsi giorni Sadiq Khan ha lanciato un vero e proprio piano complessivo per contrastare le temperature crescenti di Londra. Lo potete trovare in questo post LinkedIn del sindaco. La chiave sembra essere garantire l’accesso al più alto numero di spazi verdi (parchi) e blu (piscine); piantare più alberi e aumentare l’accesso all’acqua potabile gratuita e pubblica.
La città di oggi impedisce la flânerie?
È quello che sembra suggerire Priscilla De Pace nella sua newsletter “Una goccia”: «Oggi la città fisica è stata rimpiazzata dalla città turistica: un turismo internazionale e locale, che definisce lo sguardo quotidiano, le forme estetiche e le pratiche culturali; un turismo della conservazione artistica e della novità gastronomica.» Leggi qui tutto il pezzo!








