È arrivato il weekend di Future4Cities!
Venerdì inizia Future4Cities! Il festival e il premio delle città che cambiano, che organizziamo insieme a Will Media, giunge alla sua quarta edizione e non vediamo l’ora di vedervi alle OGR di Torino per un weekend dedicato al meglio dell’innovazione urbana.
È online il programma che potete leggere qui.
La maggior parte degli appuntamenti sono SOLD OUT, ma potete comunque iscrivervi alla waiting list, se una sessione vi interessa particolarmente!
Vi segnaliamo le sessioni più interessanti a cui potete ancora iscrivervi:
AI al servizio della città, la masterclass dedicata ai modi in cui l’intelligenza artificiale trasforma la governance urbana e i servizi pubblici, grazie alle prospettive di AI4I, l’istituto nazionale di ricerca sull’intelligenza artificiale per l’industria e il Comune di Cinisello Balsamo.
Torino allo specchio, un momento per esplorare insieme a Comune di Torino e LeftLoft il percorso di city branding della città, raccontato da chi l’ha creato: strategie, scelte creative e lezioni sul come una città ridefinisce sé stessa.
Inoltre, visto che il futuro delle città si inizia a pensare a partire dai più piccoli, vi invitiamo a iscrivervi i vostri bambini ai due appuntamenti di domenica 27 settembre dedicati a loro:
Città a galla (a cura di Sou, la scuola di architettura per bambine e bambini della Fondazione per l’architettura / Torino), in cui i piccoli architetti di domani daranno vita a una vera città galleggiante, immaginando insieme come si abiterà, come ci si muoverà e come si costruirà comunità quando il terreno, semplicemente, non c’è più.
Dentro e fuori, un laboratorio in cui gli autori del libro “Città. Una guida illustrata per farci caso” (QuintoQuarto) Andrea Q e Marcella Nicodemo guideranno i ragazzi in un percorso per sviluppare una maggiore consapevolezza dell’ambiente che ci circonda, scoprendo quindi cosa colgono gli occhi dei piccoli e acuti osservatori.
Questo perché al di là di tutto, Future4Cities è un momento dedicato a conoscere persone e far girare le idee. Fare in modo che qualcosa che ancora non c’è, grazie al confronto e al dibattito, cresca e diventi concreto. Dai nostri tavoli sono nati progetti veri e propri, si sono delineate alleanze e collaborazioni e si è data forma alla teoria dell’innovazione urbana.
Oltre a questo, ci sono talk, interviste live, podcast, spettacoli, keynote speech. Insomma, un programma davvero ricchissimo che vi consigliamo di recuperare qui.
Non resta che vederci a Torino! Vi aspettiamo!
[work in progress]
A BOLOGNA RIPARTE TICO
TICO, l’officina mobile della conoscenza dedicata alla promozione delle STEM per i più piccoli a cura di Comune di Bologna, Fondazione IU e Fondazione Golinelli, arriva in Piazza XX Settembre dal 24 al 30 settembre per la sua quarta tappa. Il programma propone nove appuntamenti gratuiti di scienza e tecnologia, tra cui “La città che verrà”, “La pelle della città” e “Il clima sotto misura: strumenti, dati e tecnologie”, oltre alla presentazione del progetto “CRAC. Il suono del mondo che avanza”.
Tutte le informazioni e le modalità di partecipazione sono qui!
[appunti su]
Perché non tutte le case disabitate sono uguali
[leggi qui il post di Davide Agazzi]
Una mappa interattiva realizzata da Luca Bonzanni aiuta a mettere a fuoco un paradosso del sistema abitativo italiano: a fine 2023 il paese contava quasi 36 milioni di abitazioni, ma solo poco più di 26 milioni erano occupate da residenti. Le restanti (quasi 10 milioni, una casa su quattro) risultavano vuote o abitate da persone non residenti. Dentro questo numero convivono seconde case, affitti brevi, immobili in vendita o da ristrutturare, non un patrimonio pronto all’uso.
La geografia rende il quadro più leggibile. Nelle città le abitazioni occupate sono l’84,5%; nelle aree rurali scendono al 55%, nei comuni di montagna al 53,1%. L’Italia si trova quindi ad affrontare due tensioni opposte nello stesso momento. Da un lato, territori dove l’accesso alla casa è sempre più difficile e costoso. Dall’altro, territori dove le abitazioni abbondano ma la popolazione e i servizi si riducono.
Il nodo, come mostra la mappa, non si risolve spostando l’offerta da un contesto all’altro: una casa vuota in un territorio che perde abitanti non è automaticamente una risposta alla domanda di una città dove affitti e prezzi crescono, perché disponibilità non equivale ad accessibilità, prossimità al lavoro o ai servizi.
Il primo paradosso è quindi quello di case vuote accanto a persone che non trovano un’abitazione accessibile. Il secondo riguarda il valore perché un immobile disponibile in un’area che si spopola tende a perdere valore proprio mentre resta inutilizzabile per rispondere alla domanda abitativa delle città, dove i prezzi continuano a salire. Una casa vuota, in altre parole, non è di per sé una casa abitabile. Dipende da dove si trova, da quanto è vicina a un lavoro, a una scuola, a un servizio.
Per questo parlare di casa significa parlare di territorio. Non solo costruire nuove abitazioni, ma capire quali case esistono già, dove si trovano e come possono essere rimesse in circolo: la mappa di Bonzanni restituisce con precisione questa complessità, più che offrire una lettura univoca del fenomeno.
Inoltrato molte volte
Bogotà e Graffiti
Nelle scorse settimane Davide è stato a Bogotà per motivi squisitamente non lavorativi e ha notato che la città è davvero piena di murales. A questo proposito, il Post ci racconta come mai.
Progettare con Minecraft
E se i videogiochi ci aiutassero nella co-progettazione e abbassassero la soglia d’accesso aprendo anche agli adolescenti? È la domanda che ci viene spontanea quando leggiamo articoli come questo uscito sul New York Times, che racconta come dei ragazzini hanno contribuito a progettare il restauro di tre scalinate dopo l’esplosione del porto nel 2020 usando… Minecraft.
Open Library per accessibilità
E se per capire quanto una città sia davvero accessibile avessimo uno strumento open source? È la promessa di accessX, una libreria Python che mette insieme dati, reti pedonali e indicatori per misurare cosa si può raggiungere in 15 minuti e quanto l’accesso sia equamente distribuito. Qui il progetto e i casi studio su Amsterdam, Atene e Milano.
Le città dove si vive meglio in relazione ai soldi
In quali grandi città vale la pena vivere? Fino a che punto un "differenziale di costo" rappresenta un buon investimento. Quando diventa un brutto affare? Una mappa apre molte domande e riflessioni, incrociando dati su costo della vita e qualità della vita. Ci ricorda una cosa molto semplice: non tutte le città costose ci restituiscono abbastanza valore, in termini di servizi e opportunità. Leggi qui il post di Davide Agazzi e guarda la mappa.





